La lega dei comuni comunisti colpisce ancora (via ilgobbomalefico)
Mi son ascoltato tutto il comizio ed ho letto un po’ di programmi dei candidati (di rimbalzo da Chicago-blog). Ormai l’unica differenza fra la Lega e Sinistra Ecologia e Libertà risiede nella visione dei temi “eticamente sensibili”, per il resto siam lì. Se proprio ti scappasse di andare a votare metti la croce sulla Bresso.
(via thediamondage)
Alla fine se la Lega raccoglie così tanto successo tra operai e gente dichiaratamente di sinistra, un motivo ci dovrà pur essere. E il motivo, secondo me, è che un socialista può tranquillamente sviluppare un senso di intolleranza verso lo straniero ed ecco che il gioco è fatto.
(via superhongkong)
Pochi in Italia, dopo anni di lavaggio del cervello a base di candeggina individualista vòlto ad “atomizzare” per disgregare ogni barriera allo statalismo, sono in grado di cogliere la differenza tra collettivismo e comunitarismo.
Sono fortunati a non aver mai dato del comunista a un paleocon della Bible Belt. Quelli sparano, altro che ciàcole. Quanto alla Bresso, basta Mercedes in Piemonte!
(via abr)
Sempre le solite cose, il comunitarismo si oppone all’individualismo ed è quindi incompatibile con il liberalismo ma non con la socialdemocrazia. Nessun regime totalitario e/o statalista ha mai esaltato l’individuo, tutti hanno esaltato la collettività, la comunità o il gruppo etnico/sociale. Contano i fatti non le pugnette. La lega è un movimento politico socialista nei programmi e nei valori. A destra si vota PDL (un minestrone dove ci sono -anche- dei liberali) e certo non lega.
(via ilgobbomalefico)(via rog2)
Concordo con la prima frase: sempre le solite cose. Infatti il resto, oltre che partire da premesse assurde (“ il comunitarismo si oppone all’individualismo ed è quindi incompatibile con il liberalismo ma non con la socialdemocrazia”: io credo e affermo l’esatto opposto), è rilettura predigerita da dizionario dell’irrilevanza: “Nessun regime totalitario e/o statalista ha mai esaltato l’individuo” (ammesso che sia vero - superuomo etc. - so what? Non è questo il punto). Ma tanto, chevvelodicoaffà. Francamente mi aspettavo obiezioni un filo più solide e stimolanti, ma comprendo: dopo anni di objection handling ai socialisti, anche i cervelli più promettenti sfilaccino le argomentazioni …
(via abr)
(via darmix)
Abr, per socialismo s’intende uso di denaro estorto al contribuente per politiche redistributive. Basterebbe anche “uso di denaro estorto al contribuente”. Da un punto di vista strictly libertarian persino Milton Friedman era socialista. Parola del figlio David. Ora, la Lega Nord degli esordi era un mix di diverse anime. C’erano le leghe, vari movimenti ideologicamente differenti che si unirono sotto la guida dell’Umbert. Minimo comune denominatore: Roma Ladrona. C’erano anche alcuni liberali tipo Pagliarini, e c’erano fini scienziati politici tipo Miglio. La componente liberale è morta da un pezzo, tanto che Zaia ha pronto un bel libro manifesto della nuova Lega che ripudia quel po’ di liberalismo che c’era nelle origini.
Quel che resta ora è un partito ben radicato a Roma, coi vizi ed i difetti di ogni partito partito per smantellare il giocattolo, ma che giunto al potere s’è accomodato ed ha cominciato a mangiare con tutti gli altri. Mica è una cosa successa solo alla Lega. E’ più o meno il destino comune d’ogni movimento rivoluzionario che cerca di cambiare le cose dall’interno.
Le proposte politiche della Lega Nord odierna sono:
-combattere l’immigrazione clandestina a parole, difendendo la Bossi-Fini che s’è dimostrata alla prova dei fatti una normativa inefficace;
-protezionismo economico;
-contrarietà all’abolizione delle province;
-contrarietà ad ogni tipo di liberalizzazione (soprattutto quando ci son di mezzo le società municipalizzate o semipubbliche dove ormai hanno piazzato i loro uomini);
-difesa di ogni cagata che viene sparata dal Vaticano (do you remember il Bossi d’un tempo cosa diceva della Chiesa? Bel U turn…)
-proibizionismo (anche qui altro U turn);
Io non so nemmeno se tutto questo possa essere inquadrato come comunitarismo. Vediamo cosa esce fuori dal federalismo fiscale (quello che ho letto finora è davvero poco incoraggiante). Ne ho parlato anche con Pagliarini, e la sua opinione è che si tratta di una riorganizzazione del funzionamento di distribuzione dei finanziamenti, ma che di federalismo, nome a parte, c’è ben poco.
(via thediamondage)
(via ilgobbomalefico)
Per certi versi sono d’accordo con abr: ritengo infatti probabile che una società liberale vada ad organizzarsi spontaneamente in una serie di comunità, gruppi, enclave, franchise, etc… Tuttavia, non mi è chiaro che cosa c’entri tutto ciò con: la costruzione di un feudo ultraburocratico padano, il bonus famiglia, il protezionismo economico, il papismo di stato, il clericalismo pseudofondamentalista, il proibizionismo a singhiozzo, la lotta agli OGM, i fondi agricoltura, l’edilizia popolare, l’eliminazione selettiva dell’offerta di lavoro low cost (aka “rimanderemo gli immigrati nel loro paese a pedate nel culo”), il tiro alla multinazionale, ecc…
Il problema serio, ahinoi, è che molti tifosi del centro-destra ragionano con l’idea fissa che “la squadra del cuore non si discute” ed eccoci di nuovo qui, in ultima istanza, a parlare di atomismo, comunitarismo e massimi sistemi.
